E’ disponibile presso lo studio di Psicologia e Consulenza del dott. Antonio Zaccone il servizio di consulenza psicologica online. La possibilità quindi di poter ottenere un valido sostegno a distanza tramite l’utilizzo delle maggiori piattaforme di comunicazione in remoto, come consulenza videotelefonica, via Skype, Zoom, Meet o altre di preferenza della persona interessata a questa forma di servizio.
La consulenza in remoto di ogni tipo, va considerata e condotta esattamente come in presenza, quindi al riparo da ogni forma di distrazione e con il medesimo impegno da parte del professionista competente e della persona che richiede consiglio nella puntualità all’accesso e nella conduzione in generale dell’incontro in remoto. La procedura per la calendarizzazione degli incontri partirà da un primo contatto tramite form di contatto (disponibile nella sezione “Prenota un appuntamento” o telefonico al 340 338 23 75; ricevuta la conferma, seguirà l’appuntamento fissato. Bisognerà in precedenza al primo incontro, fornire tramite il form dedicato (qui) o via mail all’indirizzo antoniozaccone@psicologiaeconsulenza.it i dati utili alla fatturazione, quindi nome, cognome, codice fiscale (o partita iva, se necessario) e indirizzo di residenza/domicilio.
Tutte le informazioni in merito alla parcella e i metodi di pagamento, saranno presentate durante il primo contatto telefonico o via mail all’indirizzo di contatto.

Si prega, nel caso di richiesta di consulenza in remoto di prendere visione del contratto di consulenza e sostegno (legge n.124/2017) disponibile in questo sito, in modo da velocizzare la parte informativa.


NON È PREVISTA NE’ POSSIBILE ALCUNA ISCRIZIONE AL SITO www.psicologiaeconsulenza.it Il detto sito internet è da intendersi come luogo di informazione generale e presa di contatto, non come piattaforma online di erogazione di servizi.



– Un po’ di chiarezza –



Non essendo la consulenza psicologica in remoto in nessuna sua forma, una vendita di beni e servizi da pubblicizzare in maniera convincente e finalizzata al massimo introito ma una richiesta di aiuto che incontra l’esercizio di un professionista della salute, è bene puntualizzare vantaggi e possibili svantaggi della stessa.

Vantaggi:

  • possibilità di ottenere consulenza qualificata senza dover raggiungere fisicamente lo studio. Con ciò si intende superare la barriera fisica dello spazio ed eventuali limitazioni negli spostamenti a tutto vantaggio di persone in stato di immobilità o difficoltà nella mobilitazione; persone che vivono all’estero e preferiscono rivolgersi a un tecnico che sia più vicino a loro per cultura; persone residenti in contesti più isolati per distanza o carenza di servizi; persone che semplicemente decidono di non limitare la possibilità di ricevere aiuto al solo contesto territoriale nel quale vivono.
  • Ottimizzazione dei costi derivanti dallo spostamento, intesi come economici ma anche in termini di tempistiche e relative all’organizzazione degli spostamenti anche per eventuali accompagnatori, come nel caso di persone con disabilità grave o minori. Migliore possibilità di chiedere aiuto per persone con severe restrizioni della condotta sociale, con timore di lasciare la propria abitazione. In queste situazioni il “filtro” rappresentato dallo strumento elettronico può rappresentare un incentivo alla richiesta di aiuto.

Svantaggi:

  • di immediata comprensione sono le possibili difficoltà relative a connettività o funzionalità dello strumento utilizzato per accedere (smartphone, pc, tablet…), che possono rendere difficoltoso il comprendersi e quindi rischiare di limitare ogni vantaggio, fino al punto da compromettere la funzionalità della consulenza stessa.
  • L’assenza del rapporto diretto, da considerare come limitante degli effetti funzionali della relazione, di quel “Noi” che è il reale prestatore di cura verso la persona che richiede aiuto. E’ molto semplice perdere il contatto con il linguaggio non verbale così come, l’effetto accogliente e di contenimento dell’ambiente studiato e costruito dal tecnico e noto ai più con il termine “setting”.
  • Difficoltà nell’osservazione e intervento con persone poco avvezze al lavoro in remoto o facilmente distraibili.
  • Limitazione nella possibilità di presentazione di reattivi (test) se non per quelli adeguati e standardizzati per la autosomministrazione.