Accoglienza

L’ accoglienza consiste di quel delicatissimo e particolare momento in cui la persona che richiede aiuto competente incontra il professionista. In questo spazio si ha l’incontro tra un bisogno e la competenza nella risoluzione dello stesso.

È quindi fondamentale l’approccio del tecnico che si porrà immediatamente in ascolto per comprendere nel minor tempo possibile, generalmente da 1 (uno) a 3 (tre) incontri, il reale bisogno espresso nella domanda e saprà indicare gli strumenti più adeguati tramite i quali avviare un eventuale percorso verso il soddisfacimento dello stesso.

NON E’ POSSIBILE DEFINIRE A PRIORI LA DURATA DELL’INTERVENTO (numero di incontri complessivo necessario alla risoluzione del bisogno)

Di fondamentale importanza è la presentazione del contratto e consenso informato, tramite il quale il tecnico competente raccoglierà l’anagrafica della persona che richiede aiuto ed indicherà nel dettaglio diritti e doveri di questi e del tecnico stesso. Solo dopo attenta lettura, comprensione e sottoscrizione di questo documento da parte del richiedente aiuto, il tecnico inizierà la “seduta”.

La fase di accoglienza è quella in cui si concretizza, almeno in parte, l’immaginario stereotipato comune in riferimento allo psicologo, è questo infatti il momento in cui, eventualmente, si somministrano strumenti di rilevazione (test) e si pongono le prime domande, quelle che riguardano il motivo della richiesta di aiuto e magari proprio quelle che ci si aspetta sulle relazioni primarie (famiglia), generando un immediato calarsi in profondità nello stato che genera il disagio fonte della domanda di aiuto.

Appare quindi chiaro come il momento del primo incontro sia molto impegnativo tanto per la persona che richiede aiuto, quanto per il tecnico competente; è proprio per questa messa a disposizione della piena professionalità fin dal primo istante e per il carico emotivo e cognitivo sulla persona che non condivido la visione e non accetto richieste di “primo incontro gratuito”.