Gestione del conflitto

la gestione del conflitto pone in tutta evidenza come confrontarsi circa le proprie capacità, non sia un’azione limitata al rapporto agonista – antagonista, la messa in discussione delle proprie capacità atletiche ed intellettive si allarga alla relazione tra compagni di squadra, di allenamento ed anche ad allenatori, amici, familiari e pubblico.
Un carico emotivo di difficile gestione quanto più vasto è il contesto in cui esercita l’atleta e più alte le aspettative nei suoi confronti, soprattutto quando la prestazione dimostra delle aree deficitarie, quando la visione che l’atleta ha di se stesso è messa in discussione e la sua immagine rischia di infrangersi in maniera talmente dolorosa da rendere necessario difenderla, anche con atteggiamenti aggressivi, fino ad agiti violenti.

Chiaro quindi come sarà necessario, al fine di contenere le conflittualità ad ogni livello, sostenere una profonda conoscenza dei limiti personali, la strutturazione di una immagine di sé composta anche dal successo nelle prestazioni, ma non solo da queste; capace di accogliere i limiti così come la maggiori capacità dell’altro. Questo in unione al potenziamento della capacità di ascolto verso le altrui ragioni, riconoscendo a questi le stesse ragioni che si tende a difendere e far valere anche fisicamente quando riferite a se stessi.

Si tratterà quindi anche di implementare nuove competenze e tecniche comunicative, oltreché di comprensione profonda personale e dell’altro; fornire strumenti e consolidarne l’utilizzo in modo da garantire una gestione efficace delle tensioni e del conflitto qualora inevitabile.